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Fine del programma Conto Energia

E’ ufficiale: il 6 luglio 2013 scadranno i termini per presentare le domande di incentivazione per gli impianti fotovoltaici che vogliono accedere al Conto Energia. Questo programma, cominciato nella sua prima versione nel lontano 2005, ha sicuramente dato risultati del tutto inattesi rispetto alle previsioni.

Da una parte, ha messo in evidenza l’incapacità dei legislatori di adeguare le tariffe incentivanti per assicurare al settore una crescita costante e consolidata, con premi eccessivi nel momento in cui i prezzi dei moduli crollavano, e disperate corse nel tentativo di tagliare le gambe al settore negli ultimi tempi, anche facendo uso di campagne informative denigratorie e fuori luogo per il periodo in cui viviamo. Il tutto a scapito dei clienti, che purtroppo a volte sono incappati in speculatori e ditte improvvisate, e poi delle aziende più serie, che hanno visto alternarsi picchi spropositati di richieste a cali drastici della domanda, senza sapere come strutturarsi nè se era giusto investire nel settore.

Dall’altra, ha svelato tutte le potenzialità di una tecnologia per decenni tenuta nel cassetto ed utilizzata per ponti radio, rifugi montani, capanne sperdute in Africa. Mai prima d’ora una tecnologia è stata in grado di contribuire alla consapevolezza della generazione distribuita come il fotovoltaico: facile da proporre – si sa con ottima approssimazione quanta energia produce nell’arco dell’anno; facile da installare – solo moduli, cavi elettrici, inverter e interruttori di protezione; minima manutenzione – tutti, dall’industriale al pensionato, possono esercirlo senza paura che smetta di funzionare se non si rabbocca l’olio o non si cambiano le cinghie. Queste sono le vere ragioni dell’enorme successo di questa tecnologia, che unite ad un abbassamento rapido ed imprevisto dei costi hanno effettivamente dato inizio alla rivoluzione della generazione distribuita a livello planetario.

La fine del Conto Energia, per alcuni soggetti giunta fin troppo tardivamente, non preoccupa gli agenti delle energie pulite: sappiamo che il fotovoltaico è in grado di reggersi sulle proprie gambe indipendentemente dagli incentivi; e a fermarlo non basteranno i giochi miopi e speculativi di chi vuole continuare a guadagnare a spese dell’ecosistema e della salute di tutti.

 

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